Spesso si parla di “Ambienti Bilanciati” o in “HA” confondendo tra loro le due terminologie, o addirittura scambiandole per sinonimi.
Questo articolo è una breve introduzione generale ai due concetti, contestualizzandoli su alcuni nostri servizi che saranno poi approfonditi in futuro in modo più dettagliato.
Partiamo dall’acronimo HA (dall’inglese: High Availability), che identifica un sistema disegnato e realizzato per garantire il funzionamento del servizio erogato anche in caso di problemi. In pratica, ogni componente viene ridondato o replicato, eliminando di fatto cio’ che viene chiamato “Single Point of Failure”.
Un’ulteriore distinzione riguarda la modalità, che può essere di tipo active-standby (o active-passive) o di tipo active-active.
La modalita’ active-standby prevede la definizione di un servizio “primario”, di almeno un servizio “secondario” e di meccanismi che intervengano automaticamente in caso di problemi. Prendiamo ad esempio un Web Server, in caso di failure del servizio o della Virtual Machine che lo ospita, il servizio viene ripristinato su un sistema secondario ed il traffico web reinstradato. Il tutto in tempi brevi.
La modalita’ active-active invece non prevede le definizioni “primario” o “secondario” e introduce il concetto di “bilanciamento”. In sintesi, ogni singolo nodo e’ in grado di erogare il proprio servizio in autonomia, mentre il carico viene bilanciato tra questi da un apposito servizio. Ad esempio, pensiamo ad un servizio web bilanciato, il traffico HTTP in ingresso passa per un servizio “balancer”, che lo distribuisce ai singoli nodi (composti da webserver). In caso di failure di un nodo quindi, il traffico viene semplicemente ribilanciato tra i nodi rimanenti. Il tempo d’intervento viene ulteriormente ridotto.
Le due modalita’ possono essere integrate tra loro, dando vita a sistemi piu’ complessi ed affidabili.
Ad esempio, l’eventuale failure del servizio “balancer” descitto in precedenza, renderebbe inutile il pool di nodi web in modalita active-active. In questo caso, il problema puo’ essere risolto integrando le due modalita’ e configurando un servizio “balancer” in standby.
Rimanendo in ambito web, l’implementazione di sistemi bilanciati di questo genere porta con sè ulteriori complicazioni tra cui ad esempio: la distribuzione dei contenuti e la condivisione dei dati di caching o sessione.
Attualmente siamo in grado di affrontare tutte queste situazioni senza senza ridurre il grado di disponibilità (HA) del sistema finale, aiutando chi svilupperà le applicazioni web finali nella scelta del prodotto migliore e fornendo il supporto tecnico necessario.
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